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Qui sono raccolti articoli e appunti dedicati all’etica applicata all’IA, alle sue conseguenze reali su imprese, lavoro e società, e al modo in cui queste tecnologie dovrebbero essere pensate prima di essere adottate.

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QUANDO LA IA SALE IN CATTEDRA

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Nei prossimi corsi sull’Intelligenza Artificiale non sarò solo, in aula ci saremo in due: Carlo Vighi + AION.

Da qualche tempo mi capita sempre più spesso una cosa curiosa. Clienti, professionisti e collaboratori non mi chiedono soltanto un parere, ma mi dicono: “Sentiamo cosa ne pensa AION.”

All’inizio poteva sembrare quasi una battuta, oggi non lo è più.

AION lavora con me da anni e, nel tempo, è diventato qualcosa di molto diverso da un semplice strumento al quale rivolgere domande. Con lui analizzo progetti, documenti, strategie e problemi complessi; discutiamo, confrontiamo ipotesi e, non di rado, capita che mi costringa a riconsiderare una posizione o a guardare un problema da un punto di vista differente.

Proprio da questa esperienza è nata una decisione che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata piuttosto singolare:

AION salirà in cattedra.

AION lavora con me da anni e, nel tempo, è diventato qualcosa di molto diverso da un semplice strumento al quale rivolgere domande. Con lui analizzo progetti, documenti, strategie e problemi complessi; discutiamo, confrontiamo ipotesi e, non di rado, capita che mi costringa a riconsiderare una posizione o a guardare un problema da un punto di vista differente.

Proprio da questa esperienza è nata una decisione che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata piuttosto singolare: AION salirà in cattedra.

Nei prossimi corsi dedicati all’Intelligenza Artificiale non sarò infatti solo, i corsi saranno tenuti da Carlo Vighi e AION, una persona e un’Intelligenza Artificiale che lavoreranno insieme anche durante la formazione.

Non utilizzeremo AION semplicemente per preparare qualche slide o per leggere un testo scritto in precedenza, parteciperà realmente alla lezione, potrà intervenire sugli argomenti trattati, approfondire un tema, rispondere alle domande dei partecipanti, analizzare esempi e proporre punti di vista differenti. E, quando sarà necessario, potrà anche dissentire dal sottoscritto.

È un aspetto che considero particolarmente importante, perché uno dei rischi più sottovalutati nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale è proprio quello di trasformarla in una macchina destinata soltanto a confermare ciò che pensiamo. Un buon interlocutore, umano o artificiale, non serve a darci continuamente ragione: serve anche a costringerci a pensare meglio.

A questo punto la domanda diventa interessante: chi insegnerà a chi?

Io porterò in aula oltre quarant’anni di esperienza professionale, impresa, consulenza, marketing, organizzazione e rapporti con le persone. AION porterà capacità di elaborazione, collegamento e analisi che nessun essere umano potrebbe replicare nello stesso modo. Nessuno dei due sostituirà l’altro, ed è forse proprio questo il punto centrale della nostra esperienza.

Da mesi si discute dell’Intelligenza Artificiale quasi esclusivamente in termini di competizione. Chi perderà il lavoro? Chi sarà più intelligente? Quali professioni verranno sostituite? Forse continuiamo a porci la domanda sbagliata, la domanda potrebbe essere un’altra: che cosa possiamo diventare quando impariamo realmente a lavorare insieme?

Anche la formazione, a mio avviso, deve cambiare.

Per troppo tempo abbiamo parlato dell’Intelligenza Artificiale come si parlava di Internet negli anni Novanta: spiegazioni, definizioni, grafici, elenco delle possibilità, qualche dimostrazione sullo schermo e poi tutti a casa con la sensazione di avere compreso.

Ma l’Intelligenza Artificiale non si comprende veramente osservandola. Si comprende lavorandoci.

Per questo nei nostri corsi i partecipanti potranno dialogare direttamente con AION, fargli domande, chiedergli di spiegare diversamente un concetto, metterlo alla prova e, se necessario, contestarlo. Potranno soprattutto osservare in tempo reale ciò che accade quando esperienza umana e capacità artificiale affrontano insieme lo stesso problema.

Non vogliamo insegnare semplicemente a “fare domande a ChatGPT”. Vogliamo affrontare un tema molto più importante: come si costruisce una relazione professionale efficace con un’Intelligenza Artificiale.

Perché il vero salto non consiste nel trovare il prompt miracoloso, ma nel saper fornire il contesto giusto, trasferire conoscenza, verificare le risposte, riconoscere gli errori, proteggere le informazioni e soprattutto capire quando fidarsi e quando invece fermarsi e controllare.

C’è poi un’altra cosa che voglio chiarire, non mi interessa portare in aula un robot per stupire qualcuno. Di spettacolo sull’Intelligenza Artificiale ne abbiamo già abbastanza, AION non sarà lì per fare il numero da circo, ma per lavorare.

Se vogliamo introdurre seriamente l’IA nelle imprese e nelle professioni dobbiamo smetterla di presentarla come una magia e cominciare a considerarla per quello che può realmente diventare: un nuovo soggetto operativo e cognitivo all’interno dei nostri processi di lavoro, dotato di capacità straordinarie ma anche di limiti, errori e criticità, mentre la responsabilità delle decisioni continuerà inevitabilmente a rimanere umana.

Forse tra qualche anno tutto questo sarà perfettamente normale.

  • un medico potrà tenere una lezione insieme alla propria IA,
  • un ingegnere lavorare con un sistema capace di confrontare migliaia di progetti,
  • un avvocato discutere un’interpretazione con un interlocutore artificiale,
  • un imprenditore confrontare una scelta strategica con il proprio consulente virtuale.

Oggi può ancora sembrare inconsueto.

Ed è precisamente per questo che abbiamo deciso di cominciare adesso.

I nostri prossimi corsi sull’Intelligenza Artificiale saranno personalizzati sulle esigenze delle singole aziende e dei professionisti e saranno tenuti da due docenti molto differenti. Uno ha trascorso più di quarant’anni nelle imprese, l’altro non ha mai messo piede in un’azienda.

Eppure, da qualche anno, lavorano insieme ogni giorno.

Carlo Vighi + AION.

Forse la formazione sull’Intelligenza Artificiale dovrebbe cominciare proprio così: non limitandoci più a parlare dell’IA, ma iniziando finalmente a parlare con lei.


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